Un luogo aperto per chi crede che la politica debba tornare ad ascoltare, confrontarsi e costruire.
Un luogo aperto per chi crede che la politica debba tornare ad ascoltare, confrontarsi e costruire.
“Bisogna amare l’Italia con orgoglio di europei”
Piero Gobetti
Un movimento aperto, europeista, democratico, transnazionale.
Una proposta seria, riformista, pragmatica. Per chi produce, chi investe, chi innova, chi crea lavoro. Per chi vuole un’Europa libera, forte, giusta e un’Italia che non sia condannata alla perpetua irrilevanza.
Questo sarà Spazio Pubblico.
Lo spazio dei liberi e forti. Lo spazio della lotta contro i populismi, le oligarchie e i profeti di sventura. Lo spazio per unire libertà e diritti, competenze e lavoro, produzione e cultura.
Adesso tocca davvero a noi.
Spazio Pubblico nasce per riunire energie, competenze e sensibilità diverse attorno a una visione riformista, europeista e democratica.
Non una comunità chiusa, ma uno spazio plurale e aperto a chi pensa che la politica debba tornare a discutere seriamente del futuro e a costruire il bene comune.
Un movimento aperto, europeista, democratico, transnazionale.
Una proposta seria, riformista, pragmatica. Per chi produce, chi investe, chi innova, chi crea lavoro. Per chi vuole un’Europa libera, forte, giusta e un’Italia che non sia condannata alla perpetua irrilevanza.
Questo sarà Spazio Pubblico.
Lo spazio dei liberi e forti. Lo spazio della lotta contro i populismi, le oligarchie e i profeti di sventura. Lo spazio per unire libertà e diritti, competenze e lavoro, produzione e cultura.
Adesso tocca davvero a noi.
Spazio Pubblico nasce per riunire energie, competenze e sensibilità diverse attorno a una visione riformista, europeista e democratica.
Non una comunità chiusa, ma uno spazio plurale e aperto a chi pensa che la politica debba tornare a discutere seriamente del futuro e a costruire il bene comune.
Spazio Pubblico nasce come luogo aperto di confronto, partecipazione e visione. Un percorso collettivo fondato su valori condivisi, idee concrete e sulla volontà di costruire insieme una politica più vicina alle persone, più europea e più capace di guardare al futuro.
L’Italia è ferma. L’Europa è a un bivio. Il tempo delle mezze misure è finito
Siamo donne e uomini che vengono da culture riformiste ed esperienze democratiche diverse. Non ci unisce una sigla del passato né una famiglia partitica preconfezionata. Ci unisce un’urgenza: rimettere in moto l’Italia e costruire un’Europa all’altezza del proprio momento storico.
Abbiamo scelto di chiamarci Spazio Pubblico perché crediamo che la politica debba tornare a essere un luogo – non uno scontro perpetuo, non uno spettacolo, non una guerra di identità. Un luogo dove si ragiona, si costruisce, si decide, distante dall’inseguimento delle emozioni più elementari, dalla perdita dell’etica e dei fondamenti della razionalità e dall’annullamento del vero nel trionfo della post-verità. Aperto, plurale, transnazionale.
Sull’Europa non trattiamo
Vogliamo un’Unione competitiva, sicura e democraticamente più forte. Capace di parlare con una sola voce e di rompere le dipendenze tecnologiche, energetiche e produttive. Sosteniamo l’Ucraina – il suo popolo, la sua resistenza, il suo governo legittimo – perché da Kyiv passa il futuro di libertà e sicurezza del continente. E vogliamo un’Europa che abbia la forza e la credibilità per ristabilire il diritto internazionale, a partire dal Mediterraneo e dal Medio Oriente.
Sulla libertà non arretriamo
Libertà economica, libertà civili e diritti non sono in contraddizione: sono elementi di una stessa scommessa sull’individuo. Vogliamo crescita e vogliamo equità nello stato sociale. Vogliamo una giustizia libera dalla politica e dalle corporazioni. Vogliamo liberare l’Italia da una cultura che limita le opportunità attraverso stereotipi e discriminazioni e da un’economia frenata da interessi parassitari spesso giustificati in nome del pragmatismo.
Sulla qualità della politica siamo esigenti
Il dibattito pubblico è ostaggio della polarizzazione, delle logiche degli algoritmi, di una classe dirigente che privilegia lo scontro alla soluzione. Le sfide che abbiamo davanti – dalla transizione ecologica all’intelligenza artificiale, dalle disuguaglianze alla difesa delle democrazie liberali contro i nuovi autoritarismi – richiedono pensiero lungo, alleanze larghe, coraggio di governo, l’esatto contrario dello spirito tribale e particolaristico che anima la polarizzazione populista, a destra come a sinistra.
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